5.12.10

Cuor di patata



(non dovrebbe essere OGM, il bluastro è semplicemente l'effetto del flash del mio cellulare, ormai antidiluviano)




Notturno (delirio)

In fondo in fondo, la questione è sempre quella: impieghi tanto, tantissimo; anni. E poi?
Cosa saranno mai due anni nella vita di un uomo? Eh, sticazzi.
Sì, ok: è bello fare il salto nell'ignoto, mettere in discussione, mettersi in discussione. Perfetto, bellissimo; ma poi?
Poi cosa farsene, ad esempio, dei fantasmi che ritornano? Ti sembra di averli domati, o almeno ti rassegni al pensiero - o al fatto - di conviverci, per ora, forse ancora per un po', forse per sempre, chi lo sa.
Ma la sensazione che spesso ho è simile a quella di chi, poniamo, ha trovato un sacco pieno di oro e preziosi (insieme a tanta merda) per poi scoprire di essersi, in realtà, risvegliato su un'isola deserta e sperduta. E allora cosa se ne fa? Cosa me ne faccio?
Forse ho fretta o forse no. Di sicuro un po' di paura c'è.
Paura di che?
Paura della solitudine, paura di altre favole, magari di idealizzazioni, paura di altre delusioni (fossero state solo quelle...), paura di altri tradimenti. E di tradimenti di tradimenti. Paura della paura.
Perché chi mi ha fatto buttare nel vuoto se n'è andato, si è ritratto. E non mi interessa più, ormai, il perché.

4.12.10

La vie en rose

Va da sé che uno dei primi strumenti che mi serviranno nella nuova avventura sarà il 'trasportino' (detto anche 'portantina', ecc. ecc.).
Esco, vado al negozio per animali in centro e forse già, in effetti, ero un po' più - come dire - sbarazzino (?): falcate lunghe, ritmo sostenuto, spalle dritte e larghe, canticchio un po' più forte del mio solito (ok, è vero, non mancano certi acuti in falsetto - tecnica a cui devo spesso ricorrere, visto il mio timbro molto basso, più oltre dell'oltretomba - ma sto ben attento a zittire quasi il volume in prossimità di qualsiasi forma di vita semovente); dunque, entro. Mi giro attorno, per l'ennesima volta estasiato da questo nuovo mondo che si apre all around me, parlo con la proprietaria, che si dimostra di una gentilezza incredibile, chiedo, mi informo, mi informa.
Il trasportino! Certo, ero venuto qui per questo, innanzitutto.
Scelgo il colore: celeste (devo accontentarmi tra gli ultimi due colori rimasti, in assenza del giallo-evidenziatore e del verde-limone transgenico che la gentil donzella mi assicura essere stati già venduti...). Prendo il portafogli per pagare mentre l'irreprensibile fanciulla chiede al padre-commesso di portare alla cassa il trasportino.
E cosa spunta davanti ai miei occhi non appena li risollevo dalla tracolla?
Un meravigliosofantasticopuccipuccioso trasportino ROSA!!!
La ragazza, un po' imbarazzata, chiede al padre-commesso di cambiare, per favore, il trasportino e prendere quello celeste, precisando che il mio gattino sarà un maschio.
Io, nonostante il cambio all'ultimo istante, non ho più bisogno di queste precisazioni perché, dopo aver salutato e ringraziato con dolce sussiego, sono già sull'uscio del negozio ad immaginare il mio pubblico festante e in delirio...

quand il me prend dans ses bras 
il me parle tout bas, 
je vois la vie en rose...




3.12.10

Per lui

Per lui non riesco a dormire la notte, immaginando le sue carezze, le sue coccole. Per lui ho navigato mari già solcati. Per lui ho consumato due ricariche telefoniche intere. Per lui mi immergo nei bassifondi di questa sciatta cittadina. Per lui ho speso finora tutte le mie finanze. Per lui spenderò ancora le mie finanze e per lui mi vieto e mi vieterò di entrare in ogni libreria che mi capiti sotto tiro. Per lui questo cuore di pietra si fa beffe di se stesso, guardandosi sciogliere, sgomento, come fosse cera...

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(E' in arrivo, si accettano suggerimenti per il nome. I suggerimenti dovranno essere, tuttavia, opportunamente vagliati)







2.12.10

Conversazioni

[...]

G.: «In un momento di crisi come questo bisogna tagliare, ridurre e l'ambito che produce di meno è quello della "cultura"»
I.: «In che senso?»
G.: «Nel senso che, se io devo fare una ricerca utile, faccio una ricerca di natura "scientifica", ad esempio creare qualcosa, sperimentare un nuovo farmaco...a che serve quello che fai tu? A che serve studiare libri, tradurre dal latino e dal greco, a che serve una ricerca umanistica? »
I.: «...» (non sapendo se bestemmiare, per l'appunto, in latino e in greco o aprire lo sportello posteriore e gettarsi dalla macchina in corsa declamando "Arma virumque cano..."; vedendo, intanto, nella propria mente Eschilo che minaccia l'avvento delle Erinni, Socrate che pretende di sapere di sapere, Cicerone in pieno attacco d'ansia che crede di essere il peggiore tra gli avvocati, Lucano che scrive di quanto sono belle le guerre civili e Dante intento a scrivere due terzine in memoria di Federico Moccia, tra i giusti del Paradiso)
G.: «Ok, ti piace, sei un appassionato, ma...a che serve?»
I.: «...» (come sopra, ma stavolta in compagnia di Manzoni che, con tanto di grembiale e fazzoletto in testa, lava sul serio i panni in Arno, e Leopardi che canta "L'ironia del destino vuole che / io stia ancora qui a pensare a te...")
G.: «Quindi, a che serve? »
I.: «Beh, come minimo a permetterti di parlare e di dire tutto quello che stai dicendo...»

(Silenzio)



1.12.10

Memorie (parte III)



Io non riuscirò mai a leggerlo per intero.
Sto andando già a ricollocarlo sullo scaffale, per la terza volta.
Il senso di colpa passerà (forse)...